Né moderna né commerciale, questa torta di mele delle monache ha un sapore immortale

Né moderna né commerciale, questa torta di mele delle monache ha un sapore immortale

Nel cuore dei conventi italiani, dove il tempo sembra essersi fermato, le monache custodiscono ricette che attraversano i secoli senza perdere un grammo della loro autenticità. La torta di mele delle monache rappresenta una di queste gemme gastronomiche, un dolce che sfugge alla logica del mercato e dell’innovazione a tutti i costi. Questa preparazione monastica incarna la filosofia della semplicità virtuosa: pochi ingredienti, gesti precisi, risultati immortali. Lontana dalle vetrine patinate delle pasticcerie moderne e dalle mode passeggere, questa torta parla il linguaggio della tradizione autentica, quella che si tramanda di generazione in generazione tra le mura sacre. La sua forza risiede nella capacità di trasformare elementi umili in un’esperienza gustativa che commuove per la sua purezza. Preparare questo dolce significa entrare in contatto con una dimensione spirituale della cucina, dove ogni gesto conta e la fretta non ha cittadinanza.

25

50

facile

Ingredienti

persone +

Utensili

Preparazione

1. Preparazione delle mele

Lavate accuratamente le mele sotto acqua corrente fredda e asciugatele con cura. Sbucciatele utilizzando un pelapatate o un coltellino affilato, procedendo con movimenti circolari per eliminare tutta la buccia. Dividete ogni mela in quattro parti, eliminate il torsolo (la parte centrale contenente i semi) e tagliate la polpa a fettine sottili di circa 3-4 millimetri di spessore. Trasferite le fettine in una ciotola e cospargete con un cucchiaino di cannella e due cucchiai di zucchero, mescolando delicatamente. Lasciate macerare (riposare per far rilasciare i succhi) per 15 minuti mentre preparate l’impasto.

2. Preparazione dell’impasto base

In una ciotola capiente, rompete le uova e versatele insieme allo zucchero semolato. Con uno sbattitore elettrico o una frusta manuale, lavorate energicamente per almeno 5 minuti fino ad ottenere un composto chiaro, spumoso e gonfio. Questo passaggio è fondamentale perché incorpora aria nell’impasto, rendendolo soffice. Aggiungete l’olio di semi a filo, continuando a mescolare, poi incorporate il latte a temperatura ambiente. Unite la scorza di limone grattugiata e la vanillina, mescolando con movimenti delicati dal basso verso l’alto per non smontare il composto.

3. Incorporazione degli ingredienti secchi

In una ciotola separata, setacciate insieme la farina, il lievito per dolci e un pizzico di sale. Questo passaggio elimina i grumi e ossigena gli ingredienti secchi. Versate gradualmente la miscela di farina nel composto liquido, incorporandola con una spatola mediante movimenti dall’alto verso il basso, come se disegnaste un otto. Non mescolate troppo vigorosamente per evitare di sviluppare il glutine (la proteina della farina che renderebbe l’impasto elastico invece che friabile). L’impasto deve risultare liscio, omogeneo e abbastanza denso da scivolare lentamente dal cucchiaio.

4. Assemblaggio della torta

Imburrate generosamente una teglia rotonda da 24 centimetri di diametro, assicurandovi di coprire bene fondo e pareti. Infarinate leggermente, poi capovolgete la teglia e battetela delicatamente per eliminare l’eccesso di farina. Versate metà dell’impasto nella teglia, livellandolo con la spatola. Disponete sopra due terzi delle mele scolate dal loro liquido, distribuendole uniformemente. Coprite con il restante impasto, poi decorate la superficie con le fettine di mele rimaste, disponendole a raggiera partendo dal centro. Cospargete con un cucchiaio di zucchero semolato che caramellizzerà durante la cottura.

5. Cottura e raffreddamento

Infornate in forno statico preriscaldato a 180 gradi per 50 minuti. Nei primi 30 minuti non aprite assolutamente il forno per evitare sbalzi di temperatura che farebbero sgonfiare la torta. Verificate la cottura inserendo uno stecchino al centro: deve uscire asciutto o con poche briciole attaccate. Se la superficie dovesse dorarsi troppo velocemente, coprite con un foglio di alluminio. Una volta cotta, spegnete il forno e lasciate la torta all’interno con lo sportello socchiuso per 10 minuti. Questo passaggio graduale evita lo shock termico. Sfornate e lasciate raffreddare completamente sulla teglia prima di sformare. Spolverate con zucchero a velo solo al momento di servire.

Lorenzo

Il trucco dello chef

Per una torta ancora più profumata, potete sostituire metà dell’olio con burro fuso tiepido, ottenendo una consistenza più burrosa. Se preferite una versione più rustica, lasciate la buccia ad alcune mele dopo averle lavate accuratamente: aggiungerà colore e fibra. Le mele renette sono ideali perché mantengono la forma durante la cottura senza disfarsi, ma in alternativa funzionano bene anche le golden delicious o le granny smith per un tocco più acidulo. Per conservare la torta morbida fino a 3-4 giorni, avvolgetela in pellicola trasparente solo dopo il completo raffreddamento e tenetela a temperatura ambiente in un contenitore ermetico.

Abbinamenti per valorizzare la torta

Questa torta monastica si accompagna magnificamente con una tazza di tè nero o un infuso alla camomilla, seguendo la tradizione dei conventi dove i dolci venivano serviti durante i momenti di raccoglimento. Per chi preferisce sapori più decisi, un caffè d’orzo o un cappuccino creano un contrasto piacevole con la dolcezza delle mele. I bambini apprezzeranno un bicchiere di latte tiepido o una cioccolata calda leggera. Nel pomeriggio, un succo di mela naturale crea un’armonia di sapori che esalta il frutto protagonista. Durante le festività, potete osare con un vin santo toscano servito in piccoli bicchierini, come vuole la tradizione dei dolci da credenza.

Informazione in più

La torta di mele delle monache affonda le sue radici nella tradizione culinaria conventuale italiana, sviluppatasi tra il XVI e il XVII secolo. Nei monasteri, dove il voto di povertà imponeva l’utilizzo parsimonioso delle risorse, le suore elaborarono ricette che trasformavano ingredienti semplici in preparazioni raffinate. Questa torta rappresenta l’essenza della cucina povera nobilitata, dove la frutta di stagione diventava protagonista assoluta. A differenza delle elaborate creazioni barocche delle corti, i dolci monastici privilegiavano la sostanza all’apparenza, il nutrimento alla decorazione. Le mele, frutti simbolici nella tradizione cristiana, venivano raccolte dai frutteti conventuali e utilizzate in innumerevoli preparazioni. Questa ricetta specifica, tramandata oralmente per generazioni, è sopravvissuta grazie alla sua perfezione equilibrata: né troppo dolce, né troppo elaborata, semplicemente immortale nel suo sapore autentico. Oggi rappresenta un ponte tra passato e presente, un invito a riscoprire il valore della semplicità in un’epoca dominata dalla complessità.

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