FRITTELLE all’ARANCIA per CARNEVALE Soffici e fatte in casa

FRITTELLE all’ARANCIA per CARNEVALE Soffici e fatte in casa

Le carnevale italiano è sinonimo di festa, allegria e soprattutto di dolci tradizionali che profumano le case di tutta la penisola. Tra le preparazioni più amate spiccano le frittelle all’arancia, soffici nuvole dorate che racchiudono tutto il sole e il sapore degli agrumi mediterranei. Queste delizie fritte rappresentano un simbolo della pasticceria popolare, tramandate di generazione in generazione con piccole varianti regionali ma con un’anima comune: la semplicità degli ingredienti e la bontà del risultato finale.

Preparare le frittelle in casa significa riappropriarsi di un rito che unisce famiglie e amici, trasformando la cucina in un laboratorio di profumi e sapori autentici. L’arancia, protagonista indiscussa di questa ricetta, dona alle frittelle una nota agrumata inconfondibile, perfetta per contrastare la dolcezza dello zucchero di copertura. La consistenza soffice dell’impasto, ottenuta grazie a una lievitazione accurata, garantisce un risultato che conquista al primo assaggio.

Realizzare queste frittelle richiede attenzione e pazienza, ma il procedimento è alla portata anche di chi si avvicina per la prima volta alla frittura dolce. L’importante è rispettare i tempi di lievitazione e controllare la temperatura dell’olio, due aspetti fondamentali per ottenere frittelle perfettamente gonfie e dorate, mai unte o pesanti.

Ingredienti

persone +

Utensili

Preparazione

1. Preparazione del lievito

Iniziate sciogliendo il lievito di birra fresco in una ciotolina con il latte tiepido, cioè portato a circa 35-37 gradi, e un cucchiaino di zucchero preso dalla dose totale. Mescolate delicatamente con una forchetta fino a completo scioglimento del lievito. Lasciate riposare questa miscela per circa 10 minuti in un luogo tiepido: vedrete formarsi piccole bollicine in superficie, segno che il lievito è attivo e pronto per lavorare. Questo passaggio è fondamentale per garantire una buona lievitazione dell’impasto e frittelle perfettamente soffici.

2. Realizzazione dell’impasto base

In una ciotola capiente o nella planetaria, setacciate la farina 00 formando una fontana. Al centro aggiungete le uova leggermente sbattute, lo zucchero rimasto, il pizzico di sale e la vanillina. Versate il composto di lievito e latte, poi iniziate a impastare con le mani o con il gancio della planetaria a velocità bassa. Quando l’impasto inizia a prendere forma, unite il burro morbido a pezzetti, continuando a lavorare fino a completo assorbimento. L’impasto deve risultare liscio, elastico e leggermente appiccicoso al tatto.

3. Incorporazione degli agrumi

Aggiungete all’impasto la scorza grattugiata delle due arance, avendo cura di prelevare solo la parte arancione della buccia senza la parte bianca che risulterebbe amara. Versate gradualmente il succo di arancia fresco, continuando a impastare per distribuirlo uniformemente. Il succo renderà l’impasto più morbido e profumato, conferendo quel caratteristico sapore agrumato che distingue queste frittelle. Lavorate ancora per 5-7 minuti fino ad ottenere un composto omogeneo e ben amalgamato.

4. Prima lievitazione

Trasferite l’impasto in una ciotola leggermente unta d’olio, copritela con pellicola trasparente o un canovaccio umido pulito. Lasciate lievitare in un luogo tiepido e al riparo da correnti d’aria per circa 2 ore, o comunque fino al raddoppio del volume. La temperatura ideale per la lievitazione è tra i 26 e i 28 gradi: potete utilizzare il forno spento con la luce accesa o posizionare la ciotola vicino a un termosifone. Durante questo periodo, l’impasto svilupperà la sua struttura alveolata che garantirà la sofficità finale delle frittelle.

5. Preparazione dell’olio di frittura

Versate l’olio di semi in una pentola alta e capiente o nella friggitrice, riempiendo per circa un terzo della capacità. Portate l’olio alla temperatura di 170-175 gradi, controllando con un termometro da cucina: questa temperatura è fondamentale per una frittura perfetta. Se non avete il termometro, potete testare l’olio immergendo un pezzetto di impasto: deve friggere vivacemente formando bollicine intorno, ma senza bruciare. Una temperatura troppo alta brucerebbe l’esterno lasciando l’interno crudo, mentre una troppo bassa renderebbe le frittelle unte e pesanti.

6. Formazione e frittura delle frittelle

Con le mani leggermente unte o con l’aiuto di due cucchiai, prelevate piccole porzioni di impasto della grandezza di una noce. Formate delle palline non troppo compatte, lasciandole irregolari per un aspetto rustico e tradizionale. Immergete delicatamente le palline nell’olio caldo, friggendone 4-5 alla volta per non abbassare la temperatura. Giratele con una schiumarola quando saranno dorate da un lato, cuocendole per circa 3-4 minuti totali fino a doratura uniforme. Le frittelle devono gonfiarsi e assumere un bel colore ambrato.

7. Scolatura e zuccheratura

Scolate le frittelle con la schiumarola quando saranno perfettamente dorate e gonfie, trasferendole su un vassoio rivestito con carta assorbente da cucina. Tamponate delicatamente per eliminare l’olio in eccesso. Mentre sono ancora tiepide, passatele nello zucchero a velo, rigirandole per ricoprirle completamente. Lo zucchero aderirà meglio alla superficie ancora calda, creando una crosticina dolce e piacevole. Continuate la frittura con il resto dell’impasto, mantenendo costante la temperatura dell’olio tra una infornata e l’altra.

Lorenzo

Il trucco dello chef

Per frittelle ancora più profumate, potete aggiungere all’impasto un cucchiaino di liquore all’arancia come il Grand Marnier o il Cointreau. Se preferite una versione più leggera, sostituite metà della farina 00 con farina manitoba: otterrete frittelle ancora più soffici e alveolate grazie alla maggiore forza della farina. Ricordate che l’olio di frittura può essere filtrato e riutilizzato per altre preparazioni dolci: lasciatelo raffreddare completamente, filtratelo con un colino a maglie fitte e conservatelo in una bottiglia di vetro scuro. Le frittelle si conservano per 2-3 giorni in un contenitore ermetico, ma sono decisamente più buone appena fatte e ancora tiepide.

Abbinamenti per le frittelle all’arancia

Le frittelle all’arancia si accompagnano perfettamente con bevande che ne esaltano il carattere agrumato e la dolcezza. La scelta classica è una cioccolata calda densa, preparata secondo la tradizione italiana, che crea un contrasto delizioso con la leggerezza delle frittelle. Per chi preferisce alternative più fresche, un tè nero aromatizzato all’arancia o un Earl Grey rappresentano abbinamenti raffinati che richiamano le note agrumate del dolce.

Durante il carnevale, molte famiglie italiane servono le frittelle con vini dolci passiti come il Passito di Pantelleria o il Vin Santo toscano, creando un momento di convivialità autentica. Per i bambini e chi non consuma alcol, una spremuta d’arancia fresca o un succo di agrumi misti completano perfettamente la merenda, raddoppiando i profumi mediterranei in tavola.

Informazione in più

Le frittelle di carnevale rappresentano una tradizione dolciaria che affonda le radici nell’Italia contadina, quando le famiglie utilizzavano ingredienti semplici per celebrare il periodo più gioioso dell’anno prima della Quaresima. Ogni regione italiana vanta la propria versione: dalle castagnole romagnole alle chiacchiere croccanti, dalle zeppole napoletane alle frittelle toscane e venete.

La variante all’arancia è particolarmente diffusa nelle regioni del Sud Italia, dove gli agrumi crescono abbondanti e profumati. In Sicilia, Calabria e Campania, queste frittelle vengono preparate durante tutto il periodo carnevalesco, spesso arricchite con ricotta o canditi. La forma tondeggiante delle frittelle non è casuale: simboleggia l’abbondanza e la prosperità, valori fondamentali nella cultura popolare italiana.

La frittura dolce ha origini antichissime, risalenti probabilmente all’epoca romana, quando si preparavano dolci fritti nel miele per celebrare i Saturnali, feste che anticipavano il moderno carnevale. Nel Medioevo, le frittelle divennero il dolce povero per eccellenza, accessibile a tutte le classi sociali grazie alla semplicità degli ingredienti: farina, uova, un grasso per friggere e zucchero o miele per dolcificare.

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