In un’epoca in cui la consapevolezza alimentare diventa sempre più centrale nelle nostre scelte quotidiane, il dado vegetale fatto in casa rappresenta una piccola rivoluzione culinaria. Mentre gli scaffali dei supermercati traboccano di cubetti industriali carichi di sale, glutammato e additivi dal nome impronunciabile, preparare il proprio dado vegetale si rivela un gesto di autonomia gastronomica sorprendentemente semplice.
L’industria alimentare ci ha abituati a considerare il dado come un prodotto indispensabile ma inaccessibile alla produzione casalinga. Eppure, con pochi ingredienti genuini e una manciata di minuti, è possibile realizzare un concentrato di sapore naturale, controllato e infinitamente più salutare rispetto alle alternative commerciali. Il risultato non è solo una base aromatica per brodi, risotti e zuppe, ma un ingrediente versatile che trasforma ogni preparazione in un’esperienza gustativa autentica.
Questa ricetta sfata il mito della complessità e dimostra come la qualità alimentare possa nascere dalla semplicità, restituendo al cuoco domestico il controllo su ciò che finisce nel piatto della propria famiglia.
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Ingredienti
Utensili
Preparazione
1. Preparazione delle verdure
Lavate accuratamente le carote, il sedano e le cipolle sotto acqua corrente. Asciugatele con un canovaccio pulito per rimuovere l’umidità in eccesso. Sbucciate le carote e le cipolle, eliminando le estremità. Tagliate tutte le verdure a dadini molto piccoli, di circa 3-4 millimetri di lato. Questa operazione è fondamentale perché pezzi uniformi si essicchino in modo omogeneo. Se avete un robot da cucina, cioè un elettrodomestico dotato di lame che trita gli alimenti, potete utilizzarlo per velocizzare il processo, ma fate attenzione a non ridurre le verdure in poltiglia.
2. Essiccazione in forno
Preriscaldate il forno a 80 gradi, una temperatura bassa che permette di disidratare senza cuocere. Disponete le verdure tritate su una o più teglie rivestite di carta da forno, distribuendole in uno strato sottile e uniforme. È importante che non si sovrappongano, altrimenti alcune parti rimarrebbero umide. Infornate e lasciate essiccare per circa 2 ore, mescolando ogni 30 minuti per favorire un’asciugatura omogenea. Se possedete un essiccatore alimentare, impostate la temperatura a 60 gradi e procedete per 4-6 ore. Le verdure sono pronte quando diventano completamente secche e friabili al tatto, senza tracce di umidità residua.
3. Preparazione degli aromi
Mentre le verdure si essiccano, occupatevi degli altri ingredienti. Tritate finemente i pomodori secchi con un coltello affilato fino a ottenere piccoli frammenti. Verificate che tutte le erbe aromatiche siano completamente secche. Se utilizzate erbe fresche, dovrete prima essiccarle seguendo lo stesso procedimento delle verdure. Il lievito alimentare in scaglie, un prodotto derivato dalla fermentazione del lievito di birra e poi essiccato, conferirà al dado un sapore umami naturale, quella quinta essenza del gusto che ricorda il sapore di formaggio e carne.
4. Assemblaggio e macinatura
Una volta che le verdure sono completamente essiccate e raffreddate, trasferitele nel contenitore del robot da cucina insieme a tutti gli altri ingredienti: pomodori secchi tritati, aglio in polvere, prezzemolo, basilico, rosmarino, timo, sale marino, lievito alimentare, curcuma e pepe nero. Azionate l’apparecchio a impulsi brevi, fermandovi ogni 10 secondi per controllare la consistenza. L’obiettivo è ottenere una polvere fine e omogenea, ma non troppo impalpabile. Se preferite una texture più grossolana, fermatevi prima. Per un risultato ancora più fine, potete utilizzare un macinacaffè, lavorando in piccole quantità alla volta.
5. Conservazione
Trasferite il dado vegetale in un contenitore di vetro ermetico, perfettamente asciutto e pulito. Chiudetelo bene e conservatelo in un luogo fresco, asciutto e al riparo dalla luce diretta. L’assenza di umidità è cruciale per evitare la formazione di muffe. Etichettate il contenitore con la data di preparazione. Il dado fatto in casa si conserva per circa 6 mesi, mantenendo intatte le proprietà organolettiche. Per l’utilizzo, calcolate circa un cucchiaino colmo per ogni litro di acqua o direttamente nelle preparazioni che richiedono sapidità.
Il trucco dello chef
Per personalizzare il vostro dado vegetale, potete aggiungere funghi porcini secchi tritati che conferiscono un sapore intenso e terroso, oppure alghe in polvere come la spirulina per un tocco marino ricco di minerali. Se preferite un dado meno salato, riducete la quantità di sale marino e aumentate il lievito alimentare, che dona sapidità senza sodio aggiunto. Un’altra variante interessante prevede l’aggiunta di zenzero in polvere o paprika affumicata per note più esotiche. Ricordate che il dado fatto in casa è più concentrato di quello industriale, quindi regolatevi con parsimonia nelle vostre ricette.
Abbinamento con bevande
Trattandosi di un preparato base piuttosto che di un piatto finito, il dado vegetale non richiede un abbinamento diretto con bevande. Tuttavia, quando utilizzato in preparazioni come minestre, risotti o zuppe, le pietanze risultanti si sposano magnificamente con vini bianchi leggeri e freschi come un Verdicchio dei Castelli di Jesi o un Soave Classico.
Per piatti più strutturati che incorporano il dado, come brasati vegetali o stufati di legumi, un rosso giovane e fruttato come un Valpolicella o un Barbera d’Asti rappresenta la scelta ideale. L’importante è che la bevanda non sovrasti i sapori delicati delle verdure, ma li accompagni con armonia.
Informazione in più
Il dado da brodo ha origini antichissime, risalenti alle prime forme di conservazione alimentare praticate dall’uomo. La versione moderna, sotto forma di cubetto compresso, fu inventata nel 1908 dallo svizzero Julius Maggi, rivoluzionando la cucina domestica del Novecento. In Italia, il dado è diventato un ingrediente onnipresente, utilizzato in circa l’80% delle famiglie secondo recenti indagini di mercato.
Tuttavia, l’industria alimentare ha progressivamente trasformato questo prodotto da semplice concentrato di verdure a cocktail chimico contenente glutammato monosodico, estratti di lievito modificati, grassi idrogenati e una quantità di sale che può raggiungere il 50% del peso totale. Un singolo cubetto industriale può contenere fino a 5 grammi di sale, quasi l’intera dose giornaliera raccomandata dall’Organizzazione Mondiale della Sanità.
La preparazione casalinga del dado vegetale rappresenta quindi non solo un ritorno alle origini, ma anche una scelta consapevole per la salute. Il lievito alimentare, ingrediente chiave della ricetta, è ricco di vitamine del gruppo B, proteine e minerali, offrendo benefici nutrizionali assenti nelle versioni commerciali. Inoltre, controllando personalmente gli ingredienti, si evitano allergeni nascosti e additivi controversi, rendendo il dado adatto anche a chi segue diete particolari o soffre di intolleranze.



